A cura della Dott.ssa Eva Arleo

La gastrite è una patologia di cui soffrono più di un milione di italiani, e consiste nell’infiammazione della mucosa gastrica.
Ne esistono due tipologie:
Gastrite comune, dovuta a fattori di tipo endogeno (come l’infiammazione della mucosa protettiva delle pareti dello stomaco) ed esogeno (maggiormente correlati alla sfera emozionale, come una malattia o la perdita di una persona cara)
Gastrite nervosa, con carattere psicosomatico e sintomi simili a quelli della comune.
I sintomi associati sono bruciore gastrico, a volte come vero e proprio dolore, gonfiore dopo i pasti, nausea e vomito.
Per la diagnosi di solito lo specialista gastroenterologo si basa sui sintomi ma a completamento può richiedere:
EGDS (esofagogastroendoscopia)
BREATH TEST per escludere infezione da Helicobacter pilory (causa endogena)
La terapia si basa sulla somministrazione di farmaci antiacidi o inibitori di pompa protonica utilizzati nella fase acuta ma per scongiurare eventuali recidive possiamo adottare alcune norme ‘nutrizionali’ molto semplici:
- Mangiare lentamente, perché una corretta masticazione rende più agevole la digestione e riduce i tempi di permanenza gastrica del cibo, e restare seduti una decina di minuti al termine del pasto. È importante godersi il pasto in tutta rilassatezza.
- Evitare pasti abbondanti (specie alla sera), ripartendoli invece nell’arco della giornata e mantenendo il più possibile orari regolari senza mai saltare un pasto o ritardarlo eccessivamente.
- Sono fondamentali gli spuntini per tamponare l’acidità di stomaco ed evitare che questa salga troppo a causa del digiuno prolungato.
In tema di alimentazione non vi sono vere e proprie restrizioni, la dieta “in bianco” è consigliata ma sarebbe corretto impostare una dieta che aiuti ad attenuare i sintomi dispeptici (sensazione di imbarazzo gastrico, eruttazione, nausea bruciore di stomaco), imparando a riconoscere quegli alimenti che li possano risvegliare o peggiorare.
Da evitare, in linea generale, l’assunzione di caffè, bevande contenenti caffeina o metilxantine (tè, coca cola, cioccolato) perché determinano reflusso; così come le spezie se consumate in quantità elevate, le bevande gassate, i liquidi caldi o troppo caldi.
Non dovrebbero fare parte della dieta neppure il brodo di carne, gli estratti per brodo o di carne, minestre pronte contenenti questi ingredienti (stimolano la secrezione gastrica), formaggi piccanti e fermentati, gli insaccati (mortadella, salame, salsiccia, pancetta, coppa, ciccioli, cotechino e zampone).
Evitare anche vino e superalcolici e, fra le cotture, escludere la frittura poiché da un lato aumenta il contenuto di acreolina, una sostanza che peggiora l’infiammazione della mucosa, e dall’altro il contenuto in grassi riduce lo svuotamento dello stomaco rendendo la digestione più lunga.
È fondamentale affidarsi sempre ad uno specialista evitando il fai da te.
