Sindrome del Colon irritabile

A cura della Dott.ssa Eva Arleo

L’intestino è una delle più importanti linee di difesa, assimilazione e produzione di sostanze fondamentali per il nostro organismo ed è costituita da cellule chiamate enterociti.

Se la barriera intestinale funziona bene e il microbiota che la abita è in equilibrio il nostro organismo avrà nutrimento adeguato ed un sistema immunitario integro, se così non fosse ci ritroveremmo davanti ad una condizione detta DISBIOSI, causa di varie patologie, tra cui la Sindrome da Colon Irritabile.

Classificata come:

IBS-C prevalenza di stipsi

IBS-D prevalenza di diarrea

IBS-M alternanza tra le due 

Tra le cause va considerata la predisposizione genetica o la presenza di Patologie preesistenti: infezioni, intolleranze, diabete.

Un’alimentazione non corretta e un consumo di alimenti con alto contenuto di grassi  e zuccheri, l’uso di alcol e farmaci, l’esposizione a stress prolungato.

I sintomi principali consistono in:

  • Dolore e gonfiore addominale 
  • Meteorismo
  • Irregolarità dell’alvo
  • Stanchezza 
  • Cefalea

La sindrome dell’intestino irritabile si diagnostica secondo i criteri stabiliti a Roma del 2016, secondo cui “la diagnosi della sindrome dell’intestino irritabile si basa principalmente sulla storia clinica e sull’anamnesi del paziente, senza bisogno di indagini più invasive”.

Questi criteri, definiti da una commissione internazionale specializzata stabiliscono che a soffrire di questa patologia sono persone che accusano dolore addominale presente almeno un giorno a settimana nei precedenti 3 mesi ed associato al cambiamento della frequenza della defecazione, di forma e consistenza delle feci.

“L’educazione alimentare è molto importante. Ci sono infatti alimenti che contribuiscono a peggiorare il problema, perché non vengono digeriti in maniera appropriata, richiamano acqua e creano gonfiore e tensione addominale”

Questi vengono raggruppati sotto l’acronimo F.O.D.M.A.P. 

Fermentabili

Oligosaccaridi (zuccheri presenti nei cereali che contengono glutine e legumi)

Disaccaridi (nel latte e nei derivati)

Monosaccaridi (zuccheri semplici contenuti nella frutta, nei succhi di frutta e miele)

Polialcoli (nei funghi, nei cavolfiori e nei dolcificanti artificiali)

Tra gli alimenti da evitare ci sono la caffeina, gli alcolici e le bevande eccitanti che tendono ad irritare la mucosa intestinale e ad intensificare ansia e stress.

Per ripristinare la flora intestinale è consigliabile assumere probiotici, quindi consumare regolarmente lo yogurt, possibilmente al naturale.

Poiché i sintomi variano in base alla casistica, è compito dello specialista valutarli attentamente e scegliere, sulla base della tipologia e dell’intensità dei fastidi, la migliore terapia.

Il trattamento farmacologico per la sindrome dell’intestino irritabile prevede l’utilizzo di farmaci antispastici e antidepressivi, ma va calibrato sulla base della sintomatologia.

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