A cura della Dott.ssa Eva Arleo

L’equilibrio idrico è molto importante per il nostro organismo ed è regolato da meccanismi di diffusione tra le cellule e l’ambiente circostante (osmosi). 

L’acqua è fondamentale per la “comunicazione” fra le nostre cellule, costituisce i fluidi corporei, è il mezzo per portare nutrimento agli organi ed eliminare le scorie. 

Se l’idratazione è insufficiente, si ha una concentrazione maggiore di sali minerali che causa il prelievo di acqua dall’interno delle cellule con restringimento del loro volume. Questo provoca una reazione a catena che porta in contemporanea allo stimolo della sete e al risparmio di acqua da parte dei reni.

La produzione di un’urina più concentrata, porta ad un dispendio maggiore in energia e maggiore usura dei tessuti. 

Di conseguenza, bere abbastanza acqua aiuta a proteggere questo organo vitale.

Una scarsa idratazione può determinare l’insorgere di spossatezza, crampi muscolari e nausea.

Il modo migliore per idratarsi è bere acqua.

Non esiste una quantità standard, ma il fabbisogno dipende da molti fattori, come età, sesso, condizioni fisiologiche e ambientali (ad esempio temperature alte o attività fisica intensa).

Donne in gravidanza e bambini hanno più bisogno di liquidi, mentre gli anziani devono sapere che con gli anni diventa meno efficiente il meccanismo della sete.

L’importante è bere, poco importa se acqua del rubinetto o in bottiglia. 

Ci sono però delle indicazioni di massima: per i lattanti che si alimentano con latti formulati in polvere può essere utile utilizzare acque minimamente mineralizzate (residuo fisso non superiore ai 50mg/l), mentre per chi soffre di calcoli renali la scelta ricade abitualmente su acque oligominerali (tra 50mg e 500mg/l) o minimamente mineralizzate, particolarmente utili per eliminare le scorie, anche se recenti scoperte hanno dimostrato che anche un’acqua ricca di calcio e bicarbonato può aiutare a prevenire la formazione di calcoli.

Anche per chi ha la pressione alta è indicata un’acqua oligominerale che favorisca la diuresi e la diminuzione del sodio in eccesso, responsabile dell’aumento della pressione e dell’affaticamento cardiaco.

Chi ha difficoltà a digerire potrà indirizzarsi verso un’acqua bicarbonato/solfata: il bicarbonato e il solfato stimolano il fegato e il pancreas e favoriscono l’azione degli enzimi digestivi.

Per chi ha carenza di calcio o necessita un’integrazione maggiore di questo minerale (bambini, anziani, donne in menopausa o allattamento) oltre alle classiche fonti di calcio da cui è altamente disponibile come latte, yogurt e formaggio grana, si può considerare un’acqua mediominerale (residuo fisso tra i 500mg e i 1500mg/l), meglio se con concentrazioni di bicarbonato di calcio superiori a 200mg.

A parte questi casi particolari bere acqua del rubinetto è una scelta ecosostenibile ed economica, sicura e controllata  migliaia di volte, non ci sono vantaggi salutistici nel preferire un’ acqua rispetto a un’altra.

Spesso si sente dire che un acqua a basso residuo agisce sulla ritenzione, non è vero perché ciò che conta è quanta ne beviamo.

L’acqua corrisponde chimicamente a: H2O qualunque tipo sia..Rispettiamo l’ambiente ed usiamo acqua del rubinetto!

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