A cura della Dott.ssa Eva Arleo

La Celiachia è una patologia infiammatoria, con alcune caratteristiche delle malattie autoimmuni con una competente genetica che colpisce prevalentemente la popolazione femminile.
È una condizione che si scatena quando il sistema immunitario comincia per errore ad aggredire il glutine, che contiene Gliadina, una proteina presente in molti alimenti (a partire dal grano) che si lega all’enzima trans-glutaminasi tissutale presente nell’organismo, scatenando una serie di danni sulla mucosa intestinale (enteropatia).
Colpisce l’1% della popolazione di solito in età adulta, ed è necessario esista una predisposizione genetica, senza la quale non potrebbe svilupparsi.
O si è celiaci o non lo si è e non vi sono gradi della patologia; unica terapia: dieta priva di glutine.
Quali alimenti può assumere un Celiaco? Il ministero della salute ha stilato una lista:
- Mais
- Riso
- Grano Saraceno
- Quinoa
- Amaranto
- Teff
- Sorgo
- Manioca
- Tapioca
Alcuni cibi possono essere contaminati dal glutine quindi un celiaco deve porre molta attenzione a qualsiasi alimento approcci, è contenuto in alcuni alimenti insospettabili quindi bisogna leggere sempre bene le etichette:
- Curry
- Minestrone surgelato o già preparato (negli agenti addensanti)
- Cioccolato
- Glassa di aceto balsamico
- Patatine fritte
- Yogurt
- Verdure sott’olio o sott’aceto
- Gelato
I sintomi possono essere tipici (gastrointestinali) e atipici (manifestazioni cutanee).
A volte la patologia decorre in maniera del tutto asintomatica: in quel caso si tratta di Celiachia silente.
I test diagnostici utilizzati sono:
Anti-Ttg (anticorpi antitransglutaminasi),
Anti Endomisio (EMA) di classe IgA, oltre alle IgA tot. oltre alla biopsia della mucosa duodenale.
Affidatevi sempre ad un medico per la diagnosi evitando test-fai-da-te o eliminazione del glutine in modo arbitrario.
