A cura della Dott.ssa Eva Arleo

La Mindful Eating è un ambito specifico d’applicazione della Mindfulness, una pratica di consapevolezza per imparare a mangiare in armonia con i bisogni del nostro corpo, prestare attenzione al momento del pasto, assaporare il cibo con curiosità e senza giudizi.
La nostra mente è naturalmente portata a ripercorrere in automatico eventi accaduti rivolgendosi al passato, a prevedere eventi futuri e a programmare aspetti della vita quotidiana, e questo accade mentre ci occupiamo di altro, quindi non riusciamo mai ad essere correlati con la nostra esperienza presente. Inoltre il pensiero tende, in alcuni soggetti più che in altri, a formulare giudizi, talvolta severi, su ciò che accade intorno a noi e su come operiamo.
Secondo la Mindful Eating esistono 9 tipi di fame:
Fame degli occhi: si può saziare con un piatto esteticamente appetibile.
Fame del tatto: si soddisfa manipolando gli alimenti.
Fame delle orecchie: immagina il suono delle verdure che soffriggono in padella.
Fame del naso: i profumi dei pasti sono importantissimi.
Fame della bocca: sentire i sapori è fondamentale.
Fame dello stomaco: le sensazioni che lo stomaco rilascia quando ha fame (brontolio) o gli ormoni che inviano la sensazione di piacevolezza al cervello.
Fame cellulare: avviene quando per esempio, in una giornata in cui dopo aver eseguito un esercizio fisico importante, il corpo richiede acqua e non smette di desiderarla fino a quando quel bisogno non risulti soddisfatto.
Fame della mente: la più difficile da spiegare, si basa sui nostri pensieri, fa leva sul nostro senso di colpa e si accompagna alle parole “dovrei o non dovrei”.
Fame del cuore: è la fame che ci riporta ad assumere i nostri cosiddetti “comfort food” ed è espressione delle nostre emozioni più profonde. Un momento di gratificazione e un momento di felicità è la fame più importante.
Non esistono cibi che fanno bene e cibi che fanno male. Prenditi un momento per te stesso e goditelo fino in fondo.
