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Bodyshaming

A cura della Dott.ssa Eva Arleo

Il Bodyshaming è una forma di bullismo verbale che si concretizza nell’atto di deridere, umiliare, criticare e valutare le persone unicamente per come appaiono.; qualsiasi caratteristica fisica può essere presa di mira ed ha un forte impatto sul quotidiano dal punto di vista fisico, psicologico e sociale.

Il Bodyshaming è la conseguenza di una costante ricerca della perfezione e vivere in una società come quella di oggi comporta l’esposizione continua ad immagini di corpi apparentemente perfetti, che non tollerano imperfezioni; 

Non corrispondere a questi canoni di bellezza ideale significa diventare con più facilità vittime di discriminazione, con possibili ripercussioni sulla salute fisica e mentale.

Particolarmente vulnerabili a questo tipo di immagini e messaggi sembrano essere gli adolescenti, non solo perché maggiormente esposti ai Social Media, ma soprattutto per il profondo periodo di trasformazione che si trovano a dover affrontare: il passaggio dall’infanzia all’età adulta è infatti segnato da drammatici cambiamenti nello sviluppo fisico, sessuale, cognitivo, psicologico e sociale, sono anni delicati e tumultuosi che possono avere conseguenze a lungo termine per l’individuo, soprattutto per quanto riguarda la salute mentale.

L’essere valutati sulla base di canoni estetici preimpostati rischia di generare un vortice di emozioni e stati d’animo come vergogna, ansia e rabbia legati alla paura di essere rifiutati e non accettati. Il fenomeno del Bodyshaming ha in tal senso un forte impatto psicosociale e negli adolescenti può sfociare nel ritiro dall’ambiente sociale e nella riluttanza a comunicare e ad interagire con gli altri.

Oltre alle importanti ripercussioni sull’autostima, gli studi fino ad oggi condotti hanno riportato una serie di problematiche legate al bodyshaming che possono favorire l’insorgenza di veri e propri disturbi mentali. Il peso e la forma del corpo assumono un ruolo centrale nell’anoressia e nella bulimia nervosa, disturbi mentali in cui diete, digiuni e/o condotte compensatorie (come vomito, iperattività, uso di lassativi) vengono messi in atto per prevenire l’aumento di peso.

Alla luce di queste considerazioni appare necessario porre attenzione a questo fenomeno crescente, tenendo a mente il potenziale effetto dei modi ideali di apparire sul benessere e sulla salute fisica e mentale degli individui, soprattutto degli adolescenti.

Ma soprattutto ricordiamo che nessuno è perfetto, siamo essere umani e siamo belli per questo.

Amenorrea

A cura della dott.ssa Eva Arleo

Con il termine Amenorrea si indica l’assenza di ciclo mestruale e si definisce tale se il ciclo è assente per un periodo maggiore di 6 mesi.

L’Amenorrea può essere:

Primaria, quando una donna non ha mai il ciclo, sin dalla pubertà.

Secondaria, quando, dopo aver avuto un ciclo regolare, questo si interrompe, per vari motivi.

L’Amenorrea secondaria è la più comune ed è molto spesso associata ai disturbi dell’alimentazione, con un rischio maggiore per le donne con indice di massa corporea (BMI) troppo basso o troppo elevato e le atlete sottoposte a intensivi programmi di allenamento.

Non insorge immediatamente, ma con il passare delle tempo a causa di comportamenti alimentari errati, spesso associati ad un’attività fisica intensa ed è una condizione cui si può porre rimedio se i campanelli dall’allarme vengono riconosciuti ed affrontati.

Come funziona? Il Nostro organismo inizia ad andare in sofferenza e per istinto di preservazione risparmia le risorse energetiche sospendendo alcune funzioni tra le più comuni:

  • Crescita capelli e unghie
  • Produzione ormoni sessuali 
  • Riduzione della Produzione di calore corporeo (sensazione perenne di freddo)
  • Carenze vitaminiche D B12 e di elettroliti come calcio ferro e zinco.

Un rapporto equilibrato con il cibo è fondamentale per un corretto funzionamento degli ormoni coinvolti nel ciclo mestruale.

Per la diagnosi la visita ginecologica è quella che ci permette di comprendere la causa e quindi di porvi rimedio.

A livello alimentare i grassi  sono i veri protagonisti e responsabili del ritorno del ciclo:

  • I grassi polinsaturi contenuti nelle uova, nella avocado, nel cocco, nella frutta secca, nei semi di lino e olio evo, abbinati a carboidrati come pasta e pane
  • Proteine di origine animale come il pesce azzurro
  • Carne e formaggi come ricotta, stracchino e mozzarella 

Tutti gli alimenti sopracitati sono il supporto fondamentale per riattivare il ciclo mestruale.

Equilibrio tra tutti gli elementi, in aggiunta di un supporto professionale psicologico porteranno alla risoluzione del problema.

Superfood

A cura della Dott.ssa Eva Arleo

Lo stile di vita frenetico a cui siamo sottoposti ogni giorno impone di trovare soluzioni rapide per sopperire alle nostre necessità e mancanze – questo riguarda ogni aspetto della vita –  specialmente quello nutrizionale.

Ed ecco la principale ragione che giustifica il successo dei Superfood, i “Super Cibi”. 

Questo termine viene impiegato come linguaggio di marketing per indicare cibi con presunte proprietà benefiche per il nostro stato di salute: la varietà è infinita, dalla
Curcuma al Kefir, passando per lo Zenzero, i Semi di Chia, l’Avocado, il Melograno, le Bacche di Goji, l’Açaí e così via.

Trattasi di un’abile strategia commerciale: basti pensare che il termine “Superfrutto” non esiste neppure come definizione scientifica. Questi alimenti hanno in comune alcune caratteristiche come l’essere esotici o poco usati nella nostra alimentazione e presumono (senza grandi prove scientifiche a sostegno) di prevenire e curare condizioni patologiche e carenze nutrizionali  di vario genere : colesterolo alto, cistite, gotta fino addirittura ai tumori.

La narrazione dei Superfood fa leva sul potere che deriverebbe loro da molecole e micronutrienti particolari che, invece, si trovano anche in alimenti molto comuni. 

Prendiamo come esempio il caso della Curcuma, icona antinfiammatoria le cui vendite sono  salite alle stelle nonostante la scarsa biodisponibilità della Curcumina (cioè la scarsa capacità del principio attivo di agire all’interno dell’organismo umano). In realtà la Curcuma ha potere antinfiammatorio ma nessun effetto curativo, o meglio, dovremmo assumerne una quantità abnorme per ottenere un qualsivoglia risultato.

Dei Superfood, infatti, non ci è dato sapere quali effetti otterranno e con quale probabilità, semplicemente perché non esistono studi accertati in merito o meglio ne esistono alcuni che però non sono stati applicati all’essere umano.

La morale è che non esistono alimenti buoni e alimenti cattivi, ma l’utilizzo equilibrato di alimenti abbinato ad uno stile di vita sano darà risultati promettenti riguardo le nostre problematiche varie ed eventuali.

Tutto può contribuire al benessere dell’uomo.

Vi consiglio la lettura del libro “Bacche ,superfrutti e piante miracolose“ di Renato Bruni per approfondire l’argomento.

Antiossidanti

A cura della Dott.ssa Eva Arleo

Gli antiossidanti sono sostanze che rallentano o impediscono un processo chimico noto come ossidazione.

Nel nostro organismo questa reazione avviene costantemente ed è fondamentale per la trasformazione delle sostanze impiegate nelle funzioni cellulari; in questo processo si formano i radicali liberi, molecole in grado di danneggiare le cellule.

L’azione degli antiossidanti avviene mediante legame con i radicali liberi: gli antiossidanti li neutralizzano evitando così danni alle strutture cellulari ed invecchiamento precoce delle cellule. Fisiologicamente i radicali liberi sono presenti nel nostro organismo e vengono contrastati dagli antiossidanti presenti nel nostro organismo. Tuttavia comportamenti di vita scorretti quali fumo, dieta, alcol, esposizione eccessiva ai raggi solari o consumo smodato di farmaci, possono aumentare la produzione dei radicali liberi nel nostro organismo in quantità tali che i sistemi antiossidanti del nostro corpo non riescono a contrastarli.

Data la loro importanza è utile assumere gli antiossidanti dall’esterno ed è importante conoscere quali antiossidanti possono tornare utili e dove trovarli:

i Polifenoli Anche detti composti fenolici, sono sostanze che derivano dal metabolismo delle piante e che presentano un’elevata attività antiossidante grazie alla loro struttura chimica.

Il Resveratrolo è contenuto in elevate quantità nella buccia degli acini di uva.

Gli Antociani, le Catechine, i Flavonoidi e gli Isoflavoni: I Flavonoidi si trovano in moltissimi alimenti, le Catechine ad esempio sono contenute nel the verde, mentre gli Antociani in tutta la frutta di colore blu, viola e rosso quali frutti di bosco, fragole, ciliegie, ma li ritroviamo anche nelle cipolle e nel cavolo viola.

I Carotenoidi sono famosi per essere contenuti in frutta e verdura dai colori arancio, giallo e rosso, questa categoria di antiossidanti risulta utile per la vista e per lo sviluppo dell’abbronzatura. Tra i carotenoidi più conosciuti:

Xantofille, le ritroviamo negli spinaci, nel cavolo verde, nella cicoria ed in generale nei vegetali a foglia verde.

Beta Carotene, che si trova nella frutta e nella verdura di colore giallo/arancio come carote e albicocche.

Vitamine sono importantissime in generale per il nostro organismo per tantissime motivazioni, ma alcune di esse svolgono anche azione antiossidante. Tra queste abbiamo:

Vitamina C nota anche come Acido ascorbico, e contenuta in grandi quantità in agrumi, fragole e kiwi, la cui azione antiossidante si esplica a livello di tutte le strutture cellulari.

Vitamina E o Tocoferolo, antiossidante specifico per la pelle, la ritroviamo nei semi e nei frutti oleosi quali semi di lino, frutta secca, e negli oli quali olio di oliva e olio di semi.

Vitamina A o Retinolo, che svolge funzioni essenziali per la vista e per la salute delle ossa. Nella sua forma finale, cioè come vitamina A, la ritroviamo nel tuorlo dell’uovo, in latte e derivati e nel fegato.

Acidi grassi essenziali così definiti perché il nostro organismo non è in grado di produrli e vanno quindi assunti mediante la dieta, sono una particolare categoria di acidi grassi polinsaturi e ad essi appartengono gli acidi grassi della serie omega 3 e quelli della serie omega 6. La funzione antiossidante è per lo più a carico degli acidi grassi della serie omega 3. Questi grassi si trovano nel pesce azzurro, nel salmone, nei crostacei, e negli oli vegetali. La loro funzione antiossidante si esplica a livello degli enzimi antiossidanti del nostro organismo in quanto secondo gli studi l’assunzione di omega 3 stimola la produzione di questi enzimi e potenzia i sistemi antiossidanti endogeni.

Minerali tra gli antiossidanti che possiamo trovare negli alimenti vi sono anche alcuni minerali quali Magnesio, Selenio e Zinco. Questi minerali servono a fare funzionare correttamente i sistemi antiossidanti presenti nel nostro organismo in quanto entrano a far parte della struttura di questi sistemi. I minerali si trovano in diverse categorie di alimenti quali carni, frutta e verdura, legumi, pesce e cereali.

Gli antiossidanti sono un toccasana per il nostro organismo ma vi sono delle dosi che vanno rispettate per evitare di avere dei problemi. In particolare: La Vitamina A ha una dose massima tollerabile di 3000 µg al giorno. Oltre tale soglia può diventare tossica e provocare diverse problematiche tra cui la perdita dei capelli. La Vitamina E ha una dose massima giornaliera di 300 mg/die, onde evitare fenomeni di tossicità. La dose massima giornaliera di selenio è di 45 µg/die. Un eccesso di Selenio provoca perdita dei capelli e fragilità delle unghie. Lo Zinco ha una dose massima di 7 – 9 mg/die. Se assunto in eccesso può provocare un disturbo nell’assorbimento di altri minerali fondamentali tra cui il Ferro.

Digiuno intermittente

a cura della dott.ssa Eva Arleo

Diversi studi scientifici hanno paragonato la restrizione calorica del digiuno rispetto alle altre restrizioni – Dieta Chetogenica, Paleolitica, dei Gruppi Sanguigni – e tutti sono giunti alla conclusione che il digiuno non ha nessun beneficio rispetto ad una qualsiasi dieta di altro tipo (Dieta Mediterranea); al contrario può produrre effetti negativi sul comportamento alimentare.

Il digiuno produce ormoni come Adrenalina, Cortisolo, Glucagone, che in seguito ad esso recuperano il glucosio (gli zuccheri) dalle riserve energetiche che conserviamo, per poi passare ad attingere dai muscoli.

La sensazione di energia è legata alla produzione di questi ormoni e il calo del peso dalla perdita dei liquidi prima e dei muscoli dopo.

Esistono vari tipi di digiuno:

FAST DIET: Consiste nel consumare cibo per 6 ore e digiunare per 16 ore

EAT STOP DIET: Si stabilisce con precisione una tabella alternando giornate “free” e giornate di digiuno

WARRIOR DIET: Consiste nell’assumere un solo pasto giornaliero e incrementare solo con piccoli spuntini

MINIMA DIGIUNO: (Walter Longo ne è l’ideatore) Si applica ogni 3-4 mesi e consiste nel consumare 1000 kilocalorie il primo giorno per poi ridurre a 800 kilocalorie nei 5 giorni successivi. Questo processo ha un effetto shock sull’organismo, sicuramente con effetti depurativi e antinfiammatori ma in realtà sono gli stessi effetti che si ottengono seguendo una Dieta Mediterranea, in cui si mangia sempre in maniera leggermente ridotta rispetto al proprio fabbisogno calorico, riducendo gli alimenti di origine animale e preferendo quelli di origine vegetale con una pausa naturale di digiuno di 12 h (la notte!!!) A voi la scelta!

Nel caso in cui voleste sperimentare il digiuno (assolutamente controindicato per bambini, anziani e diabetici) affidatevi sempre a professionisti!